Il Cuoco e la Formica....

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Sergio (del 19/04/2009 @ 16:11:06, in Conciliabolo, linkato 496 volte)
Gran Sasso Ivan Graziani, Sergio Maria Teutonico Gran Sasso

Gran, Gran Sasso, che parli con le stelle le lacrime che asciughi son sempre quelle Grande Sasso, conserva il tuo mistero e ogni sogno fatto lo vivrò davvero.

Ho sognato una sfida a petto nudo gomme di biciclette e calzoni corti eh, bisogna che sopporti, amico ieri hanno vinto loro, ma oggi sarà diverso te lo giuro.

E così con le tasche gonfie di sassi e caramelle, cantando forte passammo per le vecchie stalle.

E per colpa di una canzone la sorpresa finì male con un sacco di risate all’ospedale.

Svegliati, amico, qui siamo in città e non fra i lupi dei boschi dove scegli i tuoi rischi niente più falchi, ma solo serpenti con il pugnale fra i denti perciò mi ascolti.

Gran, Gran Sasso, che parli con le stelle le lacrime che asciughi son sempre quelle.

Però ricordo una sfida fra un’armonica e una chitarra che si faceva per conquistare lei.

Lei che non parlava e raramente sorrideva un fiore triste e azzurro di palude ehi, ma chi s’illude, non guarda me, poveretto ma quello della terza media, quel maledetto.

Ma che cosa ho fatto, ma perchè non ho capito quel fiore triste ormai io l’ho perduto.

Volta la testa, io ti incontrerò forse in questa città se ti riconoscerà apri le braccia ed io guarirò da questi stupidi affanni, dai miei malanni.

Gran, Gran Sasso, che parli con le stelle le lacrime che asciughi son sempre quelle Grande Sasso, conserva il tuo mistero e ogni sogno fatto lo vivrò davvero.

Ivan Graziani

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Di Sergio (del 14/04/2009 @ 11:49:20, in Conciliabolo, linkato 403 volte)
Marco Berry a chef per un giorno

Un mago ai fornelli pure mago dei fornelli, Marco Berry ha davvero dimostrato che la cucina può essere magia, ci ha conquistati con il suo modo di essere schietto e pieno di energia, il giudizio dei critici è stato davvero "critico" ma tre cappelli in fondo non sono certo da buttare via quando si è giudicati da esperti del calibro di Leonardo Romanelli e di Fiammetta Fadda, con l'aggiunta di un cavallo purosangue della cucina di tutto il mondo, Lo Chef Uliassi.

 

I piatti che abbiamo preparato sono quasi tutti della cucina tipica piemontese, Tajarin, Albese, Cardi e fonduta e via di seguito, una piemontesità marcata e fiera che ci ha coinvolto pienamente.

 

Quando con un sms ho informato Marco della messa in onda della puntata, lui mi ha risposto dicendo che avrebbe "guardato e ricordato", una espressione bella e sincera che mi ha toccato dentro.

 

I suoi giochi di prestigio tra noi Cuochi hanno avuto l'effetto di renderlo ancora più speciale, quando ha fatto il gioco delle carte, posso giurare che Maurizio ha sbagliato a riferire il seme della carta che aveva scelto, li si è visto il grande artista che è Marco Berry che, senza battere ciglio, ha ugualmente portato a termine il gioco di prestigio riuscendo a meravigliarci con una disinvoltura davvero principesca, del resto cosa aspettarsi da un escapologo che calcola il rischio da applicare sulla sua stessa vita con precisione cronometrica?

 

Grazie di cuore Nonna Amalia che ci ha insegnato a fare i suoi dolci, che bello, potevamo invitare anche lei a cucinare, di sicuro ci avrebbe dato qualche interessante dritta circa i modi tradizionali di preparare le ricette del giorno!

 

Quindi non mi resta che dire Grazie Marco, per i bei momenti che ci hai regalato, sperando di poterli rivivere magari un giorno.

Yahuuuuuuuuuuuuuuuu!!!!!!

 

Qui di seguito riporto le ricette che lo Chef Marco Berry ha presentato in puntata:

 

"NUDA E CRUDA" carne cruda al coltello


girello o coscia tenera sottile come albese ( Fassone)
Robiola di Roccaverano
olio extravergine
valeriana
sale pepe

Rendere cremosa la Robiola condendola con olio, pepe e sale, porla al centro delle fettine di carne e farne degli involtini, che poggeremo sull'insalata.

 

"FUSA DI STAGIONE NON PER TUTTI" cardi con fonduta


cardi gobbi
farina
succo di limone
burro
fontina
latte
uova
 

cuocere al dente i cardi con poca farina, limone, sale, pepe e olio, saltarli quindi in padella con poco burro.

A parte preparare la fonduta tagliando la fontina a cubetti, mettendola poi a Bagno Maria con del latte e una volta fusa aggiungere tuorli d'uovo e mantecare.

 

"CIUFFETTO DAL CILINDRO" Tajarin al ragu' di coniglio


ingredienti per 10 persone:

500 gr farina 00

500 gr farina di semola

8 uova

20 g olio

Procedimento

Con l’aiuto dell’impastatrice impastare tutti gli ingredienti fino ad avere n impasto omogeneo, far riposare in frigo per circa 15 minuti.

Tirare le sfoglie e dare la forma.

Ingredienti per il ragù

800 g polpa coniglio

70 g carota

100 g sedano

200 g cipolla

100 g bicchiere vino bianco

50 g maggiorana e timo

100 g salsa d’arrosto

Olio di oliva q.b.

sale

Preparare un battuto con la carota il sedano la cipolla la maggiorana e il timo.

Tritate a coltello la polpa di coniglio

In un tegame con olio mettere a rosolare il battuto e gli aromi precedentemente preparati, quando sarà ben rosolato unirvi la carne e continuare a rosolare fino a quando la carne si sarà ben asciugata, a questo punto bagnate con vino bianco far evaporare e unirvi un po’ di brodo.

Dopo una decina di minuti unire il sugo d’arrosto e continuare a bagnare fino a cottura .

In genere bastano 30-40 per min. per la cottura, assicuratevi che non rimanga asciutto e se non raddensasse abbastanza legate leggermente con un po’ di roux .

 

"TRICOLORE ALL'ATTACCO" Penne al rosa


mezze penne rigate
salsa di pomodoro
panna
basilico
peperoncino

Preparare una salsa di pomodoro con olio, pomodoro e basilico.

Regolare di sale, aggiungere quindi poco peperoncino e appena un filo di panna ottenendo un colore rosato.

Cuocere le penne in abbondante acqua salata, scolarle e saltarle nella salsa. Servire.
 


"PICCOLI CAPRICCI CHE SOLLETICANO" Costolette di agnello con impasto alle nocciole


pan grattato
nocciole sgusciate
Costolette di agnello con impasto alle nocciole
uova
burro chiarificato

parare e pulire le costolette di agnello, preparare un trito di nocciole ed aggiungere pari peso di pane grattato.

passare le costolette d'agnello nell'uovo ( come per una cotoletta), panarle quindi nel mix di nocciole e pane.

Chiarificare il burro (qui la procedura).

Cuocere in padella le costolette panate utilizzando il burro chiarificato ( come se fosse olio).

 

"NON SBAGLI MAI" Arrosto di vitella


1,5 kg Magatello ( girello)

100g sedano

70 g carote

200g cipolle

10 g aglio

3g alloro

10g rosmarino

sale, pepe

200g vino rosso

1 l brodo

olio di oliva q.b.

Parare e imbrigliare la carne, pulire e tagliare a dadolata grossolana la carne.

In una padella con olio rosolare la carne fino a quando sarà dorata.

In una pentola con olio aglio rosmarino ed alloro rosolare la verdura, unire la carne e continuare a rosolare, bagnare con vino rosso.

Quando il vino sarà evaporato continuare la cottura con brodo per circa 2 ore.

Dividere la parte liquida da quella solida, mettere la parte solida in pentola con un po’ d’olio e 50g di farina,far tostare la farina e raggiungere il liquido, far cuocere per alcuni minuti e filtrare il tutto con il colino cinese

 

"LA NONNA E' SEMPRE LA NONNA" pan di spagna e zabaione


pan di spagna
caffe'
panna montata
uova
zucchero
latte
farina
cioccolato fondente da fondere
 

preparare dei dischi di pan di spagna

preparare uno zabaglione con le uova e lo zucchero ( usate magari del moscato come liquido)

Preparare una crema al cioccolato ( una pasticcera con cacao e magari un pochino dio panna montata dopo)

Spennellare BENE BENE BENE il pan di spagna con il caffè, aggiungere le creme e formare una serie di strati, come la zuppa inglese...

 

"STELLE E STRISCE" crema al mascarpone


mascarpone
cioccolato fondente da fondere
uova
zucchero semolato
vaniglia
rhum

montare tuorli e zucchero, aggiungere la vaniglia, unire quindi il mascarpone.

tritare il cioccolato ed aggiungerlo all'impasto.

mettere in coppa, lasciare freddare, cospargere di cacao e servire.

 

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Alcuni scatti "dietro le quinte", molte altre immagini nella sezione fotografica di www.cibovno.com

 


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Di Sergio (del 29/03/2009 @ 16:42:20, in Conciliabolo, linkato 612 volte)
 

 

 

 

In cucina esistono i "frighirifri", la amatriciana si fa con la pancetta, si impara a cucinare dalla nonna, a volte si è grossolani, le porzioni di pasta devono essere una "cofana", lo spezzatino è un arrosto ( magatello), magna e poi me dici, il biscotto è ricoperto alla banana, i tonnarelli non sono rotondi, piace lo zucchero serio , la vongola è tritata e il piatto è coatto e ancora che non mi preoccupa il gusto... ma quello che c'è! La casacca della cameriera non se po' vede... Tutto questo è stato Marco Marzocca a Chef per un giorno, simpaticamente tra i fornelli, intelligenza e prontezza di riflessi che lo hanno condotto attraverso le piccole cattiverie di noi Chef (Sergio Maria, Velia, Alessio,Maurizio) in un viaggio di cibo e di vino... Un farmacista che fa il comico, il risultato? Una giornata di ottima atmosfera, ricca di momenti esilaranti ma anche di ragionamenti ineccepibili. Marco ai fornelli ha camminato con le sue gambe, noi lo abbiamo assistito relativamente, giusto in quei passaggi che richiedevano una mano "allenata". Quattro cappelli, meritati e pieni... Ho conosciuto una persona in gamba e ne sono contento.

Uno speciale e caloroso ringraziamento a voi tutti che mi/ci seguite, Vi ricordo come sempre che per ogni domanda o curiosità su di noi, i nostri ospiti e la nostra trasmissione potrete usare il forum di www.cibovino.com oppure scrivermi a sergio@cibovino.com Un complimento e un saluto a Fiammetta Fadda, Leonardo Romanelli e Alessandro Borghese che hanno, sempre con classe, inaugurato la nuova stagione nella posizione non sempre comoda dei terribili critici!!!

Qui di seguito riporto le ricette che Marco Marzocca ha presentato in trasmissione:

Arepas:

1 kg farina di mais ( è una farina bianca sottile, non è polenta...)

700 gr acqua

250 gr parmigiano grattugiato

sale

olio

robiola fresca

rucola

basilico

formare un impasto da cui si ricaveranno delle palle che una volta schiacciate si cuoceranno in padella antiaderente con pochissimo olio.

Le arepas sono pronte quando avranno un bel colore dorato da entrambi i lati.

Porle in un piatto, spalmarle di robiola e condirle con un pesto di rucola, parmigiano, olio e basilico.

Servire.

Shakira Barrachilada ( Patachones – Plantano fritto)

Alcuni Plantani (Platani) grandi

olio di semi

fagioli neri (rossi) in scatola

sale e pepe.

Sbucciare i Plantani e tagliarli in pezzi della lunghezza di circa 5 cm.

Friggerli in olio abbondante e ben caldo.

Un volta fritti porli ad uno ad uno su di un canovaccio, coprirli e schiacciarli con la mano o con l'iuto di un bicchiere .

Otterremo così delle “frittelle” che nuovamente friggeremo in olio.

I patachones ottenuti si serviranno con una purea di fagioli lessi.

Linguine dello Speziale

linguine

alici tritate

tartufo nero

olio extravergine di oliva

mentre le linguine cuociono in abbondante acqua salata, prepareremo un trito di alici e tartufo che scioglieremo in padella con poco olio.

Cotte le linguine, le salteremo nel trito preparato precedentemente.

Servire.

Arrosto del Sovrintendente ( Arista alle mele)

Arista Di Maiale

Aglio

Rosmarino

Alloro

Cipolla affettata

Mele a fette

Sidro

Vino Bianco

Sistemare la carne parata, sgrassata e legata nella teglia e steccarla con aglio, rosmarino e alloro sopra un letto di fettine di cipolla e mele.

Cottura in forno a 160° per 45 minuti circa.

Durante la cottura bagnare con del sidro e qualche spruzzata di vino bianco.

Spezzatino del prete ( arrosto al lime)

700 gr magatello di vitello

70 gr margarina

2 cucchiai olio d'oliva

1/2 bicchiere vino bianco

brodo caldo

rosmarino

2 tuorli d'uovo

sale

succo di limone

prezzemolo tritato finemente

Fate rosolare 700 g di magatello di vitello con 70 g di margarina e due cucchiaiate d'olio.

Quando avrà preso un bel colore dorato,aggiungete mezzo bicchiere di vino bianco e successivamente del brodo caldo,salate ed unite del rosmarino.

A cottura ultimata, tagliate l'arrosto a fettine sottili e disponetele su un piatto di portata caldo.

A partes battete due tuorli d'uovo leggermente salati con il succo di limone e versateli nel sugo di cottura.

Mescolate, aggiungete poco prezzemolo tritato finemente e versate la salsa ottenuta sopra l'arrosto.

Alcuni scatti dietro le quinte... Saluti... SMT
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Di Sergio (del 06/03/2009 @ 17:09:48, in Conciliabolo, linkato 660 volte)
chef per un giorno, 2009 nuova serie!

Amici, su Sky sono iniziate le nuove puntate di Chef per un giorno, il 15 marzo dovrebbero incominciare anche su la7, appena vanno in onda pure li pubblicherò, come d'abitudine, tutte le ricette e le immagini della nostra trasmissione.

Invito tutti ad iscriversi nel forum di www.cibovino.com dove approfondirò meglio ogni aspetto enogastronomico della trasmissione.

Abbracci

SMT

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Di Sergio (del 19/02/2009 @ 13:53:57, in Conciliabolo, linkato 301 volte)
Tra le mani tengo un fiore, ha la forma delicata che solo la carta riesce a lasciarmi intendere, mi chiedo come si possa creare, con pieghe e pazienza un miracolo di leggerezza come il mio fiore di carta

Tra le mani tengo un fiore, ha la forma delicata che solo la carta riesce a lasciarmi intendere, mi chiedo come si possa creare, con pieghe e pazienza un miracolo di leggerezza come il mio fiore di carta.

È mio, me lo hanno regalato, dopo che la rabbia per un attimo mi ha portato via.

Ora la rabbia è dietro di me dimenticata, il fiore invece si lascia accarezzare, non può appassire, ne sono lieto…

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Di Sergio (del 28/01/2009 @ 20:21:52, in Conciliabolo, linkato 333 volte)
La neve che cade sul ghiaccio che prima era neve ha un colore che consola

 

Baciami, sento che ora un bacio

toglierebbe ogni paura

dal mio cuore…

SMT

I professionisti.

La neve che cade sul ghiaccio che prima era neve ha un colore che consola.

Questa mattina camminavo lungo la strada che conduce alla stazione, sono circa due chilometri che si srotolano lungo la via principale.

Fa freddo, le orecchie mi bruciano e io mi rammarico di non aver messo il berretto di lana, ne ho uno, nero e consumato, mi accompagna da tanti di quegli anni che nemmeno mi ricordo da dove arrivi.

Lui è mio amico, uno di quelli veri, posso allontanarmi da lui per poi tornare e nemmeno una parola di scusa, solo un sodalizio che si rinnova, ma da quando i miei capelli hanno deciso di intraprendere la via della ribellione sconfiggendo me e la spazzola con cui tento vanamente di condurli alla ragione ho diminuito la sua frequentazione in quanto ho notato, grottescamente, che al suo utilizzo ne consegue una baruffa tricotica che spesso mi conduce allo sconforto.

Orecchie gelate, mani gelate, anche qui perché sono troppo orgoglioso per ammettere che non ho più venti anni e che la mia resistenza alla vita diminuisce all’avanzare dell’età e che quindi dovrei indossare un paio di guanti.

Cammino così al freddo e guardo i primi tenaci getti che si affacciano con incredibile vitalità da un alberello potato senza troppi complimenti, maestosa è la natura, totale nella sua capace perfezione ancora mi stupisce e rende i miei pensieri liberi da ogni dubbio, l’assoluta organizzazione e perfezione…

Io, essere imperfetto, capace di inciampare persino nei miei pensieri, incapace di comprendere i miei turbamenti, mi aggrappo alle consuetudini che ho creato per non sprofondare nel vuoto di un pensiero che mi istiga a fuggire e che mi persuade al tempo stesso a restare.

Arrivo al termine del mio cammino e per la duecentosessantanovesima volta compro il mio fumetto preferito, temendo di deludere i miei ricordi e sicuro di non ritrovare lo spirito che da venti anni mi accompagna, un’ora al mese nel farmi rapire dalle pagine, quasi sempre, in bianco e nero, volendo essere li, a combattere contro i propri fantasmi, a perdere quasi sempre e a ricominciare ancora la battaglia, più determinato di prima.

Torno indietro, affretto il passo, le mani nelle tasche del giubbotto pesante e i piedi nelle scarpe più calde che ho, mi allontano dalla rete della casa vicina alla mia, li un cane abbaia e mi fa paura, non per il cane, ma per il dolore del suono del suo abbaiare furioso, non vuole stare li, al freddo e da a chi passa la colpa per il suo stato di prigioniero fedele.

Entro in casa, tolgo le scarpe, appendo la giacca al suo gancio, scaldo un caffè

Incomincia l’ora del non pensiero, l’ora del fumetto…

 

 

Biscottini allo zenzero

Ingredienti:

300 gr Zucchero a velo

300 gr Farina 0

6 Uova

1 Limone (scorza)

30 gr Zenzero in polvere

 

Procedimento:

montare zucchero e uova, aggiungere la scorza di limone finemente tritata, lo zenzero e la farina. Lavorare quindi gli ingredienti ottenendo un impasto consistente.

Stendere l’impasto e trarne con uno stampino dei biscotti che infornerete a 180° per 15/20 minuti. 

 

 

 

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Di Sergio (del 21/01/2009 @ 20:07:50, in Conciliabolo, linkato 247 volte)

Per te scrivo che nel sogno piangevi sulla mia spalla, io che ascoltavo e preparavo un caffè, mentre ogni cosa volgeva in direzione contraria al mio pensiero e come se mai avessi avuto occhi per il mondo, riuscivo a comprendere il dolore delle tue lacrime.

 

Lontano devo esserlo per scelta, vicino nei pensieri e nei gesti, saldo nella volontà di non perdere ogni saluto del tuo vivere sopra i luoghi comuni, abbattuto in volo mentre con il mio sorriso tento di ricordarti quanto sei differente da ogni altra persona che abbia camminato nel perimetro dei miei pensieri.

 

Svegliarmi, di notte e chiedere al tepore di una lampadina come mai la vita decide per noi, nonostante ognuno dovrebbe, almeno nei libri, essere padrone del proprio destino e non semplice attore in un teatrino di fameliche comparse pronte a tutto pur di rimpiazzare i loro sentimenti con i nostri.

 

Che dolore scrivere e tentare di chiudere in frasi di senso compiuto ogni pensiero, limandone l’essenza stessa, a volte usando d’obbligo il martello per far si che ogni ragione presente collimi con quelle passate, dimmi, ora, come posso sapere che sbaglio se per guardare il sorriso dei nostri occhi dobbiamo per forza usare solo la fantasia?

 

Ha tanto da imparare il mio nuovo mondo, io insieme a lui, ma noi restiamo legati, amici, comunione indelebile che rende palpabile la mancanza dell’essere prossimi.

 

Il sole nel pomeriggio ha regalato un’apparente ritorno, mostrandomi con chiarezza il gelo che cosmicamente attanaglia la mia estranea solitudine al quotidiano, sussurrandomi all’orecchio che non basta la sua luce per scaldare il gelo di un sorriso relegato ai ricordi, avere una direzione da seguire scalda molto più di mille giornate di agosto.

 

Per te scrivo , che hai sempre portato parole affettuose nei nostri discorsi e che un giorno mi hai detto che sono tuo amico, lasciandomi dentro il calore di un sole che ha storia più lunga di quello che tutte le mattine decide di sorgere.

Allora per te scrivo, che oggi mi hai detto che sulla mia spalla hai pianto, li da dove eri ed io qui, nel mio gelo ho asciugato la stoffa della mia camicia…

Timballo di riso con le alici.

Ingredienti:

Riso Roma  gr 500

Brodo vegetale aromatizzato al timo lt 1,5

Alici fresche e pulite gr 500

Aglio

Pinoli

Vino Bianco

Prezzemolo

Parmigiano Reggiano

Olio di olive extravergine

Pane grattugiato

Sale

Pepe

Preparazione

Cuocere al dente il riso nel brodo, in una padella capiente imbiondire l’aglio nell’olio, aggiungere le alici ben pulite, sfumare con vino bianco e lasciare cuocere per un paio di minuti.

Disporre in una pirofila unta e cosparsa di pane grattugiato le una oparte del riso, porvi quindi le alici e poi ancora il riso colorato con il prezzemolo tritato.

Cospargere di parmigiano grattugiato e pochissimo pane grattato, infornare e cuocere a 200° per venti minuti circa.

 

 

 

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Di Sergio (del 01/01/2009 @ 14:52:30, in Conciliabolo, linkato 261 volte)
Buon anno, baccaà e temporali

“Se uno ha imparato a contare fino a sette
vuol mica dire che l'otto non possa esserci…”

(Jovanotti, Safari, Temporale)

 

La prima cosa a cui ho pensato questa mattina quando mi sono alzato è stata la frase che campeggia all’inizio di ciò che scrivo oggi.

Giorno importante, primo giorno dell’ennesima nuova era che andiamo tutti ad affrontare, ultimo anno della prima decina del nuovo millennio, ultimo anno che con leggerezza dovrà traghettarci attraverso lo sfacelo di una società che non vuole comprendere quello che accade e che si ostina a cercare come soluzione ai guai l’ottimismo nudo e crudo, senza però voler costruire un sistema che consenta, appunto, all’ottimismo, di attecchire su basi valide e non solamente su idee di comodo.

Aver voglia di incominciare un nuovo anno avrebbe senso per me laddove volessi chiudere con l’anno che lo ha preceduto, l’anno scorso mi ha concesso molto e moltissimo mi ha tolto, il bilancio nell’insieme non lascia molti attimi fulgidi, però mi ha dato il tempo e la capacità di progredire nuovamente verso una relativa serenità ed una maggiore e significativa stabilità emozionale che si manifesta anche quando accadono fatti che turbano profondamente.

 

Rinnovamento, lasciamo dietro di noi quello che è stato, non si può vivere per sempre su fondamentalismi inalienabili, lasciamoci andare al cambiamento, fa paura, ma spesso è una buona via di miglioramento.

Questa notte mio figlio mi ha detto che mi vuole bene, mentre si addormentava e dopo una giornata faticosa per lui, piena di emozioni e di avventure.

Io ho lasciato che le sue parole entrassero in me lentamente, come un balsamo miracoloso, come una panacea e mentre ciò accadeva, ho cancellato ogni persona ed ogni fatto che abbiano mai potuto ferirmi in tutta la mia vita, ho ritrovato Dio, inteso come senso di perdono, l’ho ritrovato come senso di pace.

 

Questo auguro a tutti, pure a chi si firma dichiarandomi il suo profondo disprezzo e a chi invece si firma dichiarandomi il suo amore, chiudete con il passato, diventate uomini nuovi, io sto molto bene, l’invidia logora l’amore rende invincibili, l’unità concede forze insolite.

 

Anno nuovo, vita nuova, bene lasciamo che sia così, la ragione non sta sempre solo da una parte, chi ha tanta ragione, deve necessariamente avere la capacità di concedere più variabili al caso, senza arroccarsi sui propri convincimenti.

 

Amo la vita, come voglio viverla, punto e basta, amate anche voi quello che volete, abbiamo un intero nuovo anno che possiamo utilizzare, facciamolo quindi!

 

Io adoro il baccalà, lavorai un tempo nell’Ambasciata di Portogallo e li ho imparato come si lavora veramente questa salata e un pochino puzzolente metamorfosi del merluzzo, dal ricettario di CiboVino vi copio e incollo alcune ricettine, che magari vi fanno comodo…

 

Sopra ogni cosa però auguro l’amore, come io ho… perché mica capita a tutti e voi avete un intero anno per provarci, né!!!!

 

Buon anno…

 

 

 

Titolo

Ingredienti

Procedimento

bruschetta con ceci e baccalà

4 fette pane casereccio - 200 g baccalà spugnato - 250 g ceci lessati - 1 spicchio aglio - 2 cucchiai olio d'oliva - sale - 1 macinata pepe nero 

 Tagliate a pezzi il baccalà e mettetelo in una padella con l'aglio, copritelo con l'acqua e fatelo cuocere per 10 minuti. Unite i ceci e fate cuocere per altri 2 minuti. Versate il tutto sulle fette di pane bruscato e irrorate con un filo d'olio, salate, pepate e servite. 

sformato di baccalà

600 g baccalà già bagnato - 1 cipolla - 2 spicchi aglio - 1 peperone - 2 pomodori - 2 patate - 4 uova - alcuni rametti coriandolo - 6 cucchiai olio d'oliva 

 Lasciate il baccalà per un paio di ore sotto l’acqua corrente, quindi lessatelo per 10 minuti in acqua non salata. Quando è freddo, riducetelo a pezzetti avendo cura di eliminare tutta la pelle e le lische. Sbucciate le patate e tagliatele a dadi. Lessatele per 10 minuti in acqua salata e scolatele. In una padella antiaderente, fate soffriggere la cipolla sminuzzata con 5 cucchiai d’olio d’oliva e, quando è appassita, unitevi i pezzi di baccalà. Lasciate insaporire tutto per qualche minuto, poi unite i pomodori, il peperone e l’aglio tritati. Coprite la padella e lasciate cuocere per 20 minuti, poi unite le patate, il coriandolo tagliuzzato e, se necessario, un pizzico di sale. Proseguite la cottura per altri 10 minuti, quindi spegnete il fuoco e lasciate intiepidire la preparazione. Sbattete le uova e mescolatele al contenuto della padella. Ungete con l’olio rimasto una pirofila e versatevi il composto. Cuocete nel forno già caldo a 180° per 30 minuti circa fino a quando la superficie sarà diventata dorata. Servite lo sformato caldo oppure tiepido. 

crocchettine di baccalà

300 g baccalà spugnato - 1 patata - 1 uovo - pangrattato - pinoli - uvetta sultanina - 1 cipolla 

 Far bollire il baccalà con la patata. A cottura terminata frullarli insieme aggiungendo i pinoli e l'uvetta, e con il composto formare delle crocchettine, impanatele e friggetele. A parte tagliate la cipolla finemente e fatela soffriggere a fuoco lento, rimescolando di tanto in tanto fino a formare una cremina. Disporre le crocchette nel piatto e guarnitele con la crema di cipolle. 

minestra di baccalà

400 g baccalà - 50 cl latte - 50 cl acqua - 1 pizzico sale - 2 cipolle - 2 patate - sale - pepe - 1/2 cucchiaino aceto di mele - 1/2 bicchiere panna liquida - 1 cucchiaino cerfoglio tritato 

 "Tritate 400 g di baccala spugnato in acqua e spinato; lessatelo in 1/2 litro di latte e 1/2 litro di acqua con un pizzico di sale, 2 cipolle affettate finemente e 2 patate a spicchi. Quando il baccalà è ben cotto passate tutto al setaccio, rimettete al fuoco e fate riprendere il bollore dolcemente. Aggiustate di sale, pepate, aggiungete mezzo cucchiaino di aceto di mele, 1/2 bicchiere di panna liquida e 1 cucchiaino di cerfoglio tritato. Servite con crostini." 

 

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Di Sergio (del 26/12/2008 @ 15:32:05, in Conciliabolo, linkato 341 volte)
Invidia, pizza con le cipolle

 

 

 

La nostra invidia dura sempre più a lungo della felicità di quelli che invidiamo.

(François de La Rochefoucauld)

 

Dodici girasoli in un vaso, sfondo azzurro, toni di giallo che si fondono in lievissimi ocra, tu lì che accucciata come una bambina di dieci anni a comporre le tessere del mosaico che il natale ti ha donato pensi ai colori.

La canzone dice che i sogni belli non si avverano mai, non è vero, i sogni si avverano a volte e mentre ti guardo ora il sogno è reale, talmente reale da non potersi più nemmeno chiamare sogno, alcune situazioni acquistano valore vivendole, altre invece acquistano chiarezza con il senno di poi, tu che silenziosa osservi i minuti e simili pezzi di una vita che si ricompone magicamente sotto i nostri occhi che fino a ieri erano forse troppo stanchi per comprendere realmente il senso dell’immensa fortuna che ci ha riempito il cuore.

Dopo una notte agitata e piena di sogni dal significato oscuro prendo un caffè con te, io che cado dal letto ogni giorno e tu che invece per alzarti hai bisogno di un motivo valido, tu che mantieni la calma anche quando tutto richiamerebbe l’ira funesta del Pelide Achille, mentre io impreco in lingue che a volte suonano sconosciute anche al mio orecchio ho pace in abbondanza, ho pace in abbondanza, ho pace in abbondanza, ho te, ho il mondo, ho tutto.

La neve questa notte ha ricoperto ogni cosa e così oggi nel mio ricordo torno bambino e gioisco del buon giorno ovattato del gelo gioioso di futuri pupazzi di neve, le corse con la slitta ed i piedi gelati.

Ho il mondo intero per camminare, il cielo per volare, l’universo per dormire, ma senza di te tutto è piccolo, insignificante, privo di spessore, nello spezzare l’ossicino a v del petto di pollo ho vinto io, il desiderio si avvera se vinci, si può chiedere ogni cosa, io ho chiesto… ho avuto.

Il divano di pelle è freddo, ma lentamente accoglie il mio calore, restituendomelo, è ora di un caffè, meglio farne due, uno per me e uno per te che ancora ti perdi dietro i gialli fiori.

 

 

Pizza con le cipolle

Ingredienti:

300 G Pasta Da Pane - 1000 G Cipolle Bianche - 2 Cucchiai Olio D'oliva Extra-vergine - 50 G Acciughe Salate - 50 G Olive Nere - Sale - Pepe

 

Procedimento:

Pelate le cipolle e affettatele sottilissime.

Scaldate l'olio in una larga padella antiaderente, aggiungete le cipolle e fatele appassire per una decina di minuti, mescolando quasi continuamente.

Insaporite con sale e pepe, coprite e proseguite la cottura per circa mezz'ora, mescolando di tanto in tanto, facendo attenzione che non attacchino.

Se necessario bagnate ogni tanto con un cucchiaio d'acqua tenendo comunque presente che a fine cottura dovranno risultare asciutte. Raschiate leggermente le acciughe, sciacquatele, tamponatele con carta da cucina e dividetele a filetti.

Snocciolate le olive e dividetele in due.

Ungete leggermente una tortiera da crostate, a bordi bassi, del diametro di 28 cm e stendetevi la pasta in uno strato sottile, rialzandola un poco tutto intorno.

Distribuitevi le cipolle in maniera uniforme e i filetti di acciughe disposti a raggiera.

Fra un raggio e l'altro, disponete le mezze olive in maniera armoniosa.

Mettete la pizza nel forno precedentemente scaldato a 200° sistemando la griglia nella posizione più bassa.

Cuocete per circa tre quarti d'ora e servitela calda o tiepida.

 

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Di Sergio (del 22/12/2008 @ 10:36:14, in Conciliabolo, linkato 235 volte)
Auguri, Sergio Maria Teutonico

 

Anche quest’anno mi trovo a scrivere gli auguri di Natale.

 

Non percepisco questa festa in modo particolare, come del resto non ne percepisco nessuna di quelle “comandate” in quanto tali.

 

Tutti sappiamo di vivere in un mondo dove tutti sono uguali, dove non esistono tensioni o differenze razziali, scontri di religione e di opinione, ideologie prevaricanti, certezze assolutistiche, fame, miseria, potere accentrato e non condivisione dei beni acquisiti, disponibilità di medicinali, cure per ogni malattia gratuite per tutti, programmi televisivi che rispettano l’intelligenza delle persone, salari che consentano risparmio ed investimento, classe politica lungimirante onesta e saggia.

 

Lo sappiamo tutti che questo fantastico mondo ci regala ogni giorno solo cose belle e speranze tangibili, quindi mi chiedo a che servono gli auguri, se abbiamo già tutto?

 

Forse potrebbero servire a ricordarci che siamo solamente quello che vogliamo essere e non quello che vorremmo, possiamo cambiare il mondo se vogliamo, non se lo volessimo…

 

Allora bene venga il mio abbraccio a voi tutti, soprattutto a chi mi era un tempo vicino e che ora non lo è più, a tutte quelle persone che vorrei poter abbracciare ma che sono andate via, a chi amo e a chi divide la sua vita con me, a te che ora leggi e che pensi che io sia uno stupido, pure a te che invece pensi che abbia ragione.

 

A tutti con tutto il cuore (finché regge), con l’anima ( che non ho) e con il pensiero (ne ho fin troppo).

 

Troppo melenso?

 

Poco male, non siamo tutti uguali… per fortuna!

 

SMT

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