Nelle svariate stranezze che riconosco della mia vita
trova posto quella dei calzini.
Ne posseggo una varietà sorprendente, li considero la mia personale ribellione
contro le convenzioni ed il conformismo.
Tigrati, a pelle di mucca, con gli squali, con i brillini, oppure a righe
fosforescenti, a pois rosa, verdi, gialle, lunghe e corte.
Un assortimento degno di una band psichedelica, aggiungo, un tantino daltonica.
Non porto mai calze accompagnate, al mattino quando mi alzo non guardo nemmeno
quello che mi metto ai piedi prima delle scarpe, spesso mi ritrovo con calze di
diverso colore e lunghezza, mi diverte questa cosa perché si creano combinazioni
folli e interessanti al tempo stesso.
Ricordo la circostanza in cui, in un negozio di scarpe la commessa scoppiò a
ridere quando vide che ai piedi portavo una calza zebrata, blu giallo nero
bianca, mentre l'altra era marrone scuro con i puntini rosa e verde acqua
marina.
È una piccola follia, lo so, ma dovendomi porre spesso in contesti "seriosi"
avere un personale salvacondotto verso la stravaganza, contribuisce a farmi
sorridere di più, ogni volta che penso che sotto il completo scuro, con tanto di
cravatta, ci siano un paio di calze con i maialini, oppure babbo natale con le
renne....
Vorrei tanto che le persone fossero più allegre, meno schiacciate dal quotidiano
e più propense al sorriso, invece che costantemente in conflitto con chiunque
incontrino, vorrei questo, l'allegra velata follia che abita in ognuno di noi
espressa attraverso una ingenua e leggera stravaganza che regali a se stessi il
buon giorno e la pacata consapevolezza di essere unici pur mantenendo
un'apparente convenzionalità.