Nei gesti semplici di una madre,
ogni altra conoscenza sta.
SMT Imparare ad allacciarsi le scarpe, può sembrare semplice a
chi lo sa fare, difficilissimo per chi non l’ha mai fatto. Da bambino ci pensavano Mamma e Papà, ricordo che mia madre
in particolare usava fare il doppio nodo, talmente saldo che alla sera non
riuscivo a slacciare i lacci delle mie soldini sport. Ho passato molto tempo tentando di riuscire nel magico
fiocco che come per magia vedevo comparire quando erano i grandi a farlo per me,
non riuscivo a comprenderne le circonvoluzioni, ne rimanevo rapito ma al
contempo spiazzato. Accadde finalmente che, in un giorno di primavera
inoltrata, mentre giocavo a pallone in quella che noi chiamavamo la Piazzetta, a
Segrate, ebbi la folgorazione. Compresi come procedere per eseguire il nodo, mi chinai e
in un attimo avevo per la prima volta allacciato da solo una scarpa. Vi sono momenti in cui non si capisce esattamente come
procedere, anche se in apparenza le cose sembrano estremamente chiare, si creano
dei blocchi che impediscono effettivamente di capire quello che si sta facendo,
obbligandoci involontariamente alla ripetizione infinita dello stesso errore,
come un disco che salta quando la puntina incontra una eccessiva anomalia nel
solco. Senza poi una ragione specifica, riusciamo finalmente a
venirne a capo e quello che fino ad un istante prima ci sembrava irrealizzabile
diventa chiaro come il giorno. Sono qui seduto davanti al PC con una tazza di te fumante,
ne bevo e scrivo, perdendomi come sempre nella banalità dei miei ricordi, forse
nel timore inconscio che non rievocandoli potrei perderli. Dare il giusto valore alle proprie esperienze è
fondamentale, senza cadere però nell’errore di attribuirvi troppa importanza,
cosa ha di peculiare l’aver imparato come allacciarsi le scarpe? Il fatto in se stesso può apparire banale, ma in realtà è
uno dei tanti momenti che ha aumentato la mia conoscenza esperenziale, tanto e
vero che, passati più di trenta anni, ancora ne ricordo esattamente l’istante in
cui ne compresi l’essenza. Stringozzi col sugo forte Ingredienti: Lasciare riposare l’impasto per una trentina di minuti,,
coperto con un panno umido. Stendere la sfoglia ad uno spessore di circa tre
millimetri, ricavarne quindi dei lunghi spaghetti. Per tagliare meglio gli spaghetti, arrotolate la sfoglia
dopo averla cosparsa di semola di grano duro, quindi con un coltello procedete
al taglio, come se tagliaste un salame. In una padella imbiondite l’aglio e il peperoncino
nell’olio extravergine di oliva. Aggiungete i pomodori e fate cuocere per una trentina di
minuti, regolando di sale. Cuocere quindi gli Stringozzi in abbondante acqua salata,
scolarli e saltarli nel sugo.
300 g di farina di grano tenero
200 g di farina di grano duro
500 g di pomodori pelati
2 spicchi di aglio
un pizzico di peperoncino
olio extra vergine di oliva
sale
Procedimento:
Unire le due farine, formare la fontana ed impastare con acqua fredda ottenendo
un impasto consistente, sodo e liscio.