Un arco nero,
rondine che nel cielo
porti il sole
SMT Sono tornate le rondini, allora il tempo effettivamente procede, non sono sospeso in
una bolla effimera. Oggi è giorno di riposo, la vita assume un ritmo più
ragionevole, il telefono può restare spento e la mia agenda non riporta impegni
improrogabili come d’abitudine. Essere sempre da qualche parte per la necessità di doversi
misurare con il mondo, oggi questo bisogno può essere accantonato in prospettiva
di domani. Nel cielo grigio di questa primavera che stenta a prendere
il ritmo osservo le rondini. Da sempre, credo per tutti, il volo di questi uccelletti mi
rallegra, li osservo, indaffarati ed eleganti, compiono apparenti acrobazie di
una difficoltà estrema, con la naturalezza che è propria di chi il suo mestiere
lo sa fare bene. Perché tornino qui e non decidano di andare in luoghi più
ospitali lo ignoro, hanno anche loro il senso del ritorno, del rivivere i luoghi
che la mente pone come riferimenti di sicurezza e di certezza nonostante molti
fattori indichino il contrario? Sono qui e guardo con la mia solita faccia meravigliata
quello che anche io tento di fare da una vita: tornare a casa. Identificare il concetto di ritorno con un luogo mi è
difficile, vale l’adagio che recita ovunque posi il mio cappello quella è
casa mia, anche se poi la casa non ha mura, non ha un tetto, è lontana dai
visi amati e dai propri desideri, anche se la casa è immersa nel silenzio che
non porta conforto ma crea echi mentali che altrimenti, non si potrebbero
avvertire con le proprie orecchie. Non porto il cappello, almeno inteso come accessorio che
possa proteggere o riparare dalle intemperie, porto in me un altro tipo di
cappello, quello che protegge il cuore dal freddo della vita e dall’impietosità
del sole di agosto, onirico richiamo che sovente scompare al mio risveglio al
pari di un colpo di vento che d’improvviso porti via il mio copricapo. Le rondini volano ed io le osservo, ascoltando con la
compagnia dei soli battiti del mio cuore, i loro richiami acuti che li
connettono alla collettività, rendendoli reciprocamente partecipi del loro
vivere, dei loro desideri e delle loro necessità. Il tempo è la migliore cura per ogni male, meglio di un
cappello, meglio di mille pensieri o diecimila parole, vorrei avere un paio di
ali, qui, ora, per andare a farmi un giro, imprendibile ed irriconoscibile in
una moltitudine di esseri che non necessitano di casa, ma di luoghi che
riportino le memorie ad un insieme di certezze che si tramutino in normalità. Il tempo promette pioggia, in ogni sua progressione riporta
il mutare dell’essere uomo, dal silenzio pacificatore della notte al caotico
buon giorno del mattino, arrivando con fatica e bisogno alle ultime ore di luce
prima del crepuscolo. Cosa vedono le rondini quando decidono che è ora di
partire? Come capiscono che è il momento per spiccare il lungo volo
verso un luogo piuttosto che un altro, sarebbe un bel regalo comprendere il loro
stato d’animo, se mai potesse essere comprensibile per me, potrebbe darmi la
capacità di affrontare con maggiore impegno la rincorsa estenuante verso la via
del ritorno. Oggi sono solo ed il silenzio mi è amico, sicuramente è una
situazione che non si presenta spesso, ascoltare con la mente il volo di una
rondine, mentre un refolo improvviso di vento porta via il mio cappello ed io lo
guardo andare via senza preoccuparmi di dove andrà a finire, l’aria fresca mi fa
bene. Mousse di castagne su
sfoglia salata, basilico e Seppioline in composta di zenzero. Per la mousse di castagne: 100 gr castagne pelate 50 gr panna fresca Sale Pepe Cannella in polvere 2 foglie di alloro 1 bicchiere di vino bianco Acqua Procedimento: bollire le castagne nell’acqua ed il vino, aromatizzando
con sale, e alloro. Una volta bollite metterle nel mixer, ottenere una purea
omogenea, aggiungere le altre spezie. Montare la panna, incorporarla alla purea di castagne
lasciare raffreddare. Per la sfoglia salata: 250 gr farina 00 w 300 90 gr acqua 70 gr acqua 7 gr grappa 5 gr sale 250 gr burro Procedimento: formare l’impastino con tutti gli ingredienti meno il
burro. Stendere il burro in una lamina non troppo spessa. Porre il burro sull’impastino, dare una piega a tre. Sfogliare Dare una piega a 4 Sfogliare Dare una piega a tre Lasciare riposare per due ore a temperatura d circa 4
gradi. Stendere nuovamente, dare una piega a 4. Stendere ad uno spessore di circa tre millimetri, ricavare
quindi dei dischi del diametro di dieci centimetri circa, dorarli con tuorlo
d’uovo, salare lievemente, informare e cuocere a 150 gradi per 20 minuti circa. Per le seppioline: 1 cipolla rossa di troppa 100 gr di seppioline o moscardini puliti 100 gr zenzero fresco 25 gr zucchero 150 gr vino bianco secco Olio EVO Sale Pepe Procedimento: tritare finemente la cipolla, e lo zenzero con tutta la
buccia. In una padella porre olio extravergine di oliva, farvi
appena scottare le seppioline, aggiustando di sale e di pepe, sfumare con il
vino bianco. Togliere le seppioline dalla padella, aggiungere le cipolle
e lo zenzero, unire lo zucchero e lasciar cuocere per alcuni minuti.