Gran Sasso Ivan Graziani, Sergio Maria Teutonico
Gran SassoGran, Gran Sasso, che parli con le stelle le lacrime che asciughi son sempre
quelle Grande Sasso, conserva il tuo mistero e ogni sogno fatto lo vivrò
davvero.
Ho sognato una sfida a petto nudo gomme di biciclette e calzoni corti eh,
bisogna che sopporti, amico ieri hanno vinto loro, ma oggi sarà diverso te
lo giuro.
E così con le tasche gonfie di sassi e caramelle, cantando forte passammo
per le vecchie stalle.
E per colpa di una canzone la sorpresa finì male con un sacco di risate
all’ospedale.
Svegliati, amico, qui siamo in città e non fra i lupi dei boschi dove
scegli i tuoi rischi niente più falchi, ma solo serpenti con il pugnale fra
i denti perciò mi ascolti.
Gran, Gran Sasso, che parli con le stelle le lacrime che asciughi son
sempre quelle.
Però ricordo una sfida fra un’armonica e una chitarra che si faceva per
conquistare lei.
Lei che non parlava e raramente sorrideva un fiore triste e azzurro di
palude ehi, ma chi s’illude, non guarda me, poveretto ma quello della terza
media, quel maledetto.
Ma che cosa ho fatto, ma perchè non ho capito quel fiore triste ormai io
l’ho perduto.
Volta la testa, io ti incontrerò forse in questa città se ti riconoscerà
apri le braccia ed io guarirò da questi stupidi affanni, dai miei malanni.
Gran, Gran Sasso, che parli con le stelle le lacrime che asciughi son
sempre quelle Grande Sasso, conserva il tuo mistero e ogni sogno fatto lo
vivrò davvero.
Ivan Graziani